Come viviamo il tempo della pandemia del coronavirus

In casa preghiera con Maria

La paura si è impadronita di noi di fronte a questo essere piccolissimo e invisibile che ha provocato malattia e morte di tante vite umane.
Ha cambiato i nostri stili di vita, le nostre abitudini, chiudendoci tutti in casa. Fermando le nostre attività, scuola di ogni tipo e riti sacri di preghiera nelle nostre chiese.


Abbiamo capito la nostra piccolezza, fragilità e impotenza.
La fede e la preghiera sono il nostro aiuto.
La fede ha acceso in noi la speranza e la fiducia in Dio nostro creatore, custode, datore di vita e di amore per ogni sua creatura e per la sua creazione.
Ci danno conforto le parole del Signore (Mt.31) non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri.
Abbiate fiducia, ho vinto il mondo (Gv.16,33.)


Abbiamo pregato davanti al Crocifisso Miracoloso con Papa Francesco a S. Pietro a Roma e davanti alla Sacra Sindone a Torino.
Con la Vergine Maria, donna di fede e di speranza, che ha vissuto un si totale per il Signore è presente a tutte le realtà della nostra vita come a Cana in una festa di nozze. Lei che condivide la gioia e la speranza sia anche oggi per noi la mediatrice presso suo Figlio Gesù in questo momento cosi difficile e doloroso.
La speranza e la fiducia in Maria nostra madre ci accompagnano in questo cammino difficile con il rosario che è la preghiera più amata e pregata dal popolo.


Un giorno nella settimana si recita il rosario meditato in famiglia su tutto il territorio nazionale, in posti diversi, alle ore 21,00, è trasmesso attraverso la TV 2000, per la cessazione di questa pandemia.
La speranza e la fiducia in Maria nostra madre sono sempre vive nei nostri cuori e ci accompagna in questo cammino cosi difficile e doloroso per tanti morti lontano dall’ultimo saluto e abbraccio dei parenti e amici.
San Paulo ci dice che la fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono.
La grande dedizione dei medici e degli infermieri che curano i malati negli ospedali con grande generosità e per tanti che hanno sacrificato la loro vita nel curare,va la nostra gratitudine e ammirazione.
Nessuno ha un amore più grande di questo: sacrificare la vita per i propri amici (Gv 15,13)
Il nostro ringraziamento va anche a tutti quelli che lavorano per contenere il contagio del virus e per tanti sacerdoti che si sono adoperano per sostenere il popolo e per tanti che hanno sacrificato la vita per loro.
Tanti vescovi si sono recati nei cimiteri per pregare e benedire le salme dei defunti che non hanno avuto il rito sacro.
Questa pandemia ha suscitato anche tanta generosità verso i più bisognosi specialmente verso gli anziani soli, portando loro i viveri.

Francesca Sekli, Piccole Suore dell’Assunzione

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